I più importanti miti da sfatare sulla famosissima dieta vegana di cui tanto si parla.

Indice dei contenuti:
1) L’alimentazione vegana è povera di elementi nutritivi
2) La dieta vegana è una dieta estrema
3) Anche le piante soffrono e non dovremmo mangiarle
4) I vegani sono tutti estremisti
5) I vegani vogliono imporre la propria dieta anche ai bambini
6) La dieta vegana è costosa
7) Mangiare vegano è pericoloso per la salute

1- L’alimentazione vegana è povera di elementi nutritivi

Questa è una credenza popolare vera e propria. In verità una dieta vegana è assai ricca di elementi nutritivi, antiossidanti, fito complessi, minerali, carboidrati, zuccheri, grassi e aminoacidi. Quindi al contrario di quanto si possa immaginare, l’alimentazione vegana è molto ricca.

 

 

Chi segue una dieta vegana ha la tendenza a consumare cibi vegetali, di origine biologica con un’ampia varietà di specie. Alla base di una dieta vegan ci sono miglio, farro, amaranto, quinoa, orzo, grano saraceno, patate, carote, broccoli, spinaci, zucchine, bieta, cavolo nero ma anche un’ampia varietà di frutta secca oleosa (semi di lino, noci, mandorle, nocciole, noci macadamia, pinoli). 

Per quanto riguarda gli alimenti ad alto apporto di proteine è giusto ricordare la presenza di leguminose (fagioli, ceci, soia, lenticchie) ma anche di derivati della soia come seitan, temphe, tofu etc. 

I vegani che praticano sport e fitness sono soliti utilizzare, come nel resto della popolazione sana, aminoacidi essenziali certificati vegan arricchiti con vitamina B12 e sali minerali alcalinizzanti.

2- La dieta vegana è una dieta estrema

È vero che spesso ci si trova a tavola con gli amici e ogni tanto parte il “film” da parte di chi ha iniziato ad intraprendere una scelta etica vegan, tuttavia a parte l'entusiasmo iniziale di qualche fanatico è bene ricordare che chi sceglie di alimentarsi in modo consapevole con uno stile vegano ha delle motivazioni ben specifiche. 

È innegabile che il ciclo di produzione dell'industria della carne, ossia tutta la filiera agricola che coinvolge gli allevamenti intensivi, l'industria della macellazione e della trasformazione non che il settore legato alla farmaceutica veterinaria stanno determinando un impatto ambientale negativo sulla salute del pianeta e quindi anche sulla qualità della vita dell'uomo.

D'altro canto secondo molti pensatori il movimento etico vegan è riuscito a risvegliare la coscienza collettiva portando alla luce argomenti molto delicati, come l'ambiente, la salute ed il rispetto del mondo animale.

Da questo punto di vista anche il Ministero della Salute in occasione di Expo 2015 ha diffuso una pubblicazione (Quaderni del Ministero della Salute, n° 25 di Ottobre 2015) intitolata “Nutrire il pianeta, nutrirlo in salute”, dove si dice “È noto che una dieta vegetariana conferisca protezione dalle malattie cardiovascolari, da alcuni tipi di neoplasie, e sia associata a una riduzione della mortalità per tutte le cause”. 

 

 

Inoltre, nello stesso documento si sancisce che, rispetto alla tradizionale dieta vegetariana la dieta vegana sembra offrire un’ulteriore protezione dall'incidenza delle malattie tipiche dell'occidentalizzazione, ossia obesità, ipertensione, diabete mellito di tipo 2 e mortalità cardiovascolare. 

In buona parte gli effetti protettivi e salutistici della dieta vegana e della dieta vegetariana sarebbero da ricondurre al ridotto apporto di alimenti di origine animale (carne, insaccati, carne lavorata etc) piuttosto che dall'incremento di sostanze ad azione antiossidante, fibre e vitamine.

3- Anche le piante soffrono e non dovremmo mangiarle

Nonostante l'esistenza di alcuni studi che stanno analizzando e misurando la capacità “cognitiva” delle piante al momento è innegabile che questa non possa essere minimamente paragonata a quella degli animali. 

L'etologia ha dimostrato al di là di ogni ragionevole dubbio la capacità da parte degli animali di reagire alle emozioni e la capacità di costruire processi relazionali, molto simili a quelli umani. Purtroppo gli animali soffrono e le condizioni privative a cui li sottoponiamo non fanno altro che relegare gli stessi in uno status di dolore, sofferenze e morte.

Questo “sistema” o questa situazione può essere più o meno accettata da parte di ognuno di noi tuttavia i movimento etico vegan si è da sempre fatto carico di portare alla luce e all'interno del dibattito culturale

4- I vegani sono tutti estremisti

Pensiamo a quante volte è accaduto nel passato che alcuni visionari o illuminati siano stati considerati come estremisti o peggio degli eretici. Lo stesso vale per le idee, volare sulla luna ad esempio poteva sembrare un utopia ma la scienza e la tecnica ci stanno permettendo questo. 

Fino a poche centinaia di anni fa si pensava che la terra fosse piatta, poi è arrivata la teoria Copernicana e lo stesso Galileo Galilei venne bruciato vivo per questa eresia. Mutano i tempi e mutano le idee; la schiavitù era considerata legale e veniva normata in quanto la razza bianca era considerata “superiore”, senza contare le donne hanno avuto accesso al voto a partire da pochi anni fa. 

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Molte idee, molte intuizioni sono state spesso additate come estremismo ma grazie alla consapevolezza di pochi siamo riusciti ad ottenere dei cambiamenti sociali, economici e giuridici.

Anche per questo motivo e per la ritrosia al cambiamento i vegani possono anche essere considerati estremisti, ma un giorno saranno visti solo come ambiziosi. Quindi quando parliamo di dieta vegana e veganesimo non esiste nessun estremismo, ma una scelta consapevole, motivata e fondata sulla base del rispetto della vita, della natura e degli animali.

5- I vegani vogliono imporre la propria dieta anche ai bambini

Prima di entrare nel merito sulla questione della dieta vegana per i bambini è bene ribadire che esistono diverse tradizioni culturali anche in campo gastronomico, tuttavia in Italia a partire dalla seconda guerra mondiale in poi, con l'avvento dello sviluppo economico e sociale, si è assistito ad una industrializzazione delle abitudini alimentari. 

L'industria alimentare, in particolare quella del latte e dei suoi derivati oltre quella della carne, hanno spinto i consumi in maniera efficace ed efficiente fin tanto che oggi anche in maniera inconsapevole, si assiste ad una riduzione drammatica nell'apporto dei nutrienti derivati dal cibo industriale. 

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Purtroppo per molti ragazzini la frutta non è altro che un complemento al 2% inserito nello yogurt mentre il panino con il maiale (prosciutto cotto o crudo) rappresentano un pilastro della merenda moderna. Se da un lato è più facile assecondare la richiesta di un bambino per mangiare un pezzo di pane con la Nutella (senza nulla togliere alla marca) dall'altro è normale che questi pasti o merende siano del tutto inefficienti da un punto di vista salutistico.

Forse il movimento vegan prende spunto anche da questa consapevolezza: le nostre “scelte” alimentari sono storicamente manipolate dall'industria. Si tratta quindi di considerare le abitudini e l'educazione alimentare, laddove la scelta vegetariana oppure vegana diventano normali. 

Anche le mense scolastiche si sono dotate di menu vegetariani a riprova del fatto che è possibile vivere in salute anche con uno stile di vita diverso da quello che ci propongono i mass media e la pubblicità.

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Inoltre, come spiegavamo prima non c’è nessun pericolo per i più piccoli, quindi, no, non c’è nessuna violenza.

6- La dieta vegana è costosa?

Uno dei miti principali da parte dei detrattori della dieta vegana è relativo al fatto che questa sia molto costosa, impegnativa e difficile da sostenere nel lungo periodo.

Abbiamo visto che una dieta vegana esclude a priori latticini, carne e derivati, uova e pesce, alimenti notoriamente più costosi rispetto alla frutta, alla verdura ed ai cereali.

Gli alimenti etichettati vegan, consumati come alternative della carne, a base di seitan, tofu, burer o mopur sono decisamente costosi tuttavia non sono necessari e per tanto si tratta di una scelta di comodità e praticità, tuttavia una dieta vegan bilanciata apporta i giusti nutrienti senza ricorrere forzatamente ad alimenti pronti. 

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Per ridurre il costo di una sana dieta vegan è opportuno:

  • Mangiare frutta e verdura di stagione;
  • Fare acquisti di gruppo GAS;
  • Ricercare alcune ricette pratiche per combinare alimenti freschi;
  • Ricorrere al biologico senza trascurare il tradizionale;
  • Ridurre l'uso di cibi confezionati.

7- Mangiare vegano è pericoloso per la salute

È opportuno minimizzare i toni, il fai da te è sempre pericoloso, una dieta fatta senza il supporto di un nutrizionista è da considerarsi una pratica pericolosa. D'altro canto conto non esiste nessun pericolo per la salute seguendo una dieta vegana bilanciata. 

È utile ricordare che le istituzioni hanno preso una posizione, a dirlo sono le linee guida internazionali e anche il nostro Ministero della Salute (Quaderni del Ministero della Salute, n° 25 di Ottobre 2015) intitolata “Nutrire il pianeta, nutrirlo in salute”.

“Le diete vegetariane ben pianificate sono appropriate per individui in tutti gli stadi del ciclo vitale, ivi inclusi gravidanza, allattamento, prima e seconda infanzia e adolescenza, e per gli atleti.”
Ferro, calcio e proteine sono tutte presenti nel mondo vegetale con ottime proporzioni, questa è la posizione dell'American Dietetic Association.

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